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Il territorio del GAL Valli del Canavese

L’area GAL Valli del Canavese

L’area GAL Valli del Canavese si trova nel nord-ovest del Piemonte, nel settore centrale delle Alpi Graie. Comprende 70 Comuni distribuiti su una superficie di 1.201 kmq e conta 105.080 abitanti (ISTAT 2021). Il territorio si sviluppa tra Valle d’Aosta, Biellese, pianura eporediese, basso Canavese e Valli di Lanzo, arrivando a confinare per un breve tratto con la Francia.

Morfologia

Il territorio del GAL è caratterizzato da paesaggi alpini, montani e collinari di grande varietà, con altitudini che vanno dai 250 metri s.l.m. fino ai 4.026 metri s.l.m. del massiccio del Gran Paradiso (l’unico “Quattromila” italiano), all’interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Accanto agli ambienti di alta e media montagna, dove sono ancora presenti attività agro-pastorali, si trovano zone collinari e moreniche dedicate all’agricoltura, ai servizi e ad attività produttive.

Patrimonio del territorio:

Le Valli del Canavese ospitano il versante piemontese del Parco Nazionale Gran Paradiso, la più antica area protetta d’Italia, estesa tra Piemonte e Valle d’Aosta. Il Parco è nato per tutelare lo stambecco alpino, ancora oggi suo animale simbolo, ma ospita anche marmotte, camosci e rapaci come aquile e gipeti.
Il paesaggio alterna boschi di fondovalle, pascoli alpini, rocce e ghiacciai, offrendo una grande varietà di ambienti naturali. Una rete di sentieri segnalati permette di vivere il territorio attraverso escursioni adatte a diversi livelli di esperienza.

La Riserva Naturale del Sacro Monte di Belmonte è un’area protetta caratterizzata da boschi, affioramenti di granito rosa e specie vegetali di particolare interesse. Tra queste si trovano alcune rarità legate agli ambienti umidi, come la felce reale e la drosera, piccola pianta carnivora. Dal 2003 il Sacro Monte di Belmonte è inserito nella lista dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO.

Le Valli del Canavese offrono numerosi sentieri e itinerari per chi ama camminare, con percorsi giornalieri o a tappe adatti a diversi livelli di allenamento.

Il territorio è attraversato da itinerari di rilievo come:

  • la Via Francigena, che collega Roma con l’Europa centrale;
  • l’itinerario GTA (Grande Traversata delle Alpi) nel tratto del centro Piemonte;
  • il Giroparco del Gran Paradiso che ripercorre le antiche Strade Reali di Caccia, costruite dai Savoia per collegare tra loro le cinque “reali casine di caccia” della Riserva;
  • l’Alta Via Canavesana, un percorso in 13 tappe che attraversa quattro valli (Gallenca, Tesso e Malone, Orco e Soana, Sacra).

A questi si aggiungono percorsi locali come l’Anello Bella Dormiente, l’Anello dei Cinque Laghi e l’itinerario Belice.

Anche gli appassionati di bicicletta trovano numerose possibilità, dai percorsi su strada alle tracce per mountain bike tra boschi e sentieri. Tra le mete più conosciute c’è il Colle del Nivolet, sopra Ceresole Reale, raggiungibile nei mesi estivi, mentre tra Valle Sacra e Valchiusella sono presenti diversi itinerari dedicati alla MTB, tra cui il Valchiusella Trail.

Il territorio del GAL Valli del Canavese conserva tracce di presenza umana fin dalla preistoria. Abitato da popolazioni celtiche, poi colonizzato dai Romani e dai Longobardi, nel Medioevo fu fortemente legato alla figura del Marchese Arduino d’Ivrea.

Un’altra fase significativa è quella ottocentesca, segnata dalla presenza dei Savoia e della nobiltà torinese, in particolare a Ceresole, che proprio per questo assunse l’appellativo di Reale. Dal XIX secolo nacquero nuove industrie e rifiorirono l’artigianato e l’agricoltura, che andarono a modificare fortemente il paesaggio della regione.

Il territorio conserva numerose testimonianze del proprio passato: castelli, torri, centri storici, caseforti e borghi raccontano ancora oggi l’importanza del Medioevo canavesano. Questa eredità rivive anche nelle rievocazioni storiche, come il Torneo di Maggio alla corte di Re Arduino a Cuorgnè, la rievocazione dell’assedio alla Rocca di Sparone e lo Storico Carnevale di Castellamonte.

Tra i principali beni culturali spicca il Castello Ducale di Aglié, parte del circuito delle Residenze Reali del Piemonte e Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Di grande valore sono anche i beni religiosi e artistici, tra cui il Battistero e la Pieve di San Lorenzo a Settimo Vittone, la Rotonda Antonelliana a Castellamonte, Santa Maria di Doblazio e i numerosi santuari del territorio, tra cui quello di Belmonte con il suo Sacro Monte UNESCO.

Un ruolo importante è ricoperto infine dai Saperi del Fare: tradizioni artigianali, cultura materiale e competenze locali che rendono unico il territorio e che sono raccontate anche attraverso musei ed ecomusei.

Il paniere dei prodotti locali delle Valli del Canavese racconta la varietà del territorio e delle sue produzioni.

Nelle aree collinari dell’Alto Canavese e della Valle Sacra si coltivano frutta, piccoli frutti e mele, da cui nascono anche confetture, succhi, sottoli e altre specialità. Le colline intorno al Sacro Monte di Belmonte sono segnate dalla presenza dei vigneti, mentre tra i luoghi più rappresentativi della produzione vinicola spiccano i pendii di Carema, dove nasce il Nebbiolo di Carema DOCG.

Tra i prodotti più caratteristici ci sono formaggi come tomini, tome d’alpeggio, bross, salignon, toma di Ceresole e civrin della Valchiusella. Tra i salumi si distinguono invece il salame di patate, il lardo rustico e la mocetta. Completano il paniere il miele locale, le farine di antichi mais e i dolci della tradizione, come amaretti morbidi, paste di meliga, torcetti al burro, giuraje e praline del Gran Paradiso.

La cucina canavesana valorizza ingredienti semplici e ricette di tradizione, oggi reinterpretate da ristoranti, osterie e agriturismi del territorio. Tra i prodotti più presenti a tavola ci sono salumi e lardo, mentre la verza – uno degli ingredienti simbolo della cucina locale – si ritrova in piatti come i caponet e nella supa mitonà. Tra le specialità più rappresentative ci sono anche la bagna caoda, la tofeja, le frasse e le miasse, dolci o salate: ricette e sapori che raccontano il territorio e che continuano a essere valorizzati dai produttori e dai ristoratori locali.

Natura

Le Valli del Canavese ospitano il versante piemontese del Parco Nazionale Gran Paradiso, la più antica area protetta d’Italia, estesa tra Piemonte e Valle d’Aosta. Il Parco è nato per tutelare lo stambecco alpino, ancora oggi suo animale simbolo, ma ospita anche marmotte, camosci e rapaci come aquile e gipeti.
Il paesaggio alterna boschi di fondovalle, pascoli alpini, rocce e ghiacciai, offrendo una grande varietà di ambienti naturali. Una rete di sentieri segnalati permette di vivere il territorio attraverso escursioni adatte a diversi livelli di esperienza.

Scendendo verso la pianura si incontra l’Anfiteatro Morenico di Ivrea, uno dei più grandi e meglio conservati d’Europa. Si è formato durante le glaciazioni del Quaternario, quando l’antico ghiacciaio Balteo scendeva dalla Valle d’Aosta, depositando enormi quantità di detriti che oggi disegnano un paesaggio di colline, conche e laghi.
Il suo elemento più spettacolare è la Serra d’Ivrea, una lunga cresta rettilinea che si estende per circa 25 chilometri ed è tra le morene laterali più imponenti d’Europa. All’interno dell’anfiteatro si trovano numerosi specchi d’acqua, come i laghi di Viverone e di Candia e i cinque laghi di Ivrea, insieme a zone umide, torbiere e massi erratici che raccontano la storia geologica del territorio. È un ambiente ideale per passeggiate, cicloturismo e birdwatching.

La Riserva Naturale del Sacro Monte di Belmonte è un’area protetta caratterizzata da boschi, affioramenti di granito rosa e specie vegetali di particolare interesse. Tra queste si trovano alcune rarità legate agli ambienti umidi, come la felce reale e la drosera, piccola pianta carnivora. Dal 2003 il Sacro Monte di Belmonte è inserito nella lista dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO.

Outdoor

Le Valli del Canavese offrono numerosi sentieri e itinerari per chi ama camminare, con percorsi giornalieri o a tappe adatti a diversi livelli di allenamento.

Il territorio è attraversato da itinerari di rilievo come:

  • la Via Francigena, che collega Roma con l’Europa centrale;
  • l’itinerario GTA (Grande Traversata delle Alpi) nel tratto del centro Piemonte;
  • l’Alta via dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea;
  • il Giroparco del Gran Paradiso che ripercorre le antiche Strade Reali di Caccia, costruite dai Savoia per collegare tra loro le cinque “reali casine di caccia” della Riserva;
  • l’Alta Via Canavesana, un percorso in 13 tappe che attraversa quattro valli (Gallenca, Tesso e Malone, Orco e Soana, Sacra).

A questi si aggiungono percorsi locali come l’Anello Bella Dormiente, l’Anello dei Cinque Laghi e l’itinerario Belice.

Anche gli appassionati di bicicletta trovano numerose possibilità, dai percorsi su strada alle tracce per mountain bike tra boschi e sentieri. Tra le mete più conosciute c’è il Colle del Nivolet, sopra Ceresole Reale, raggiungibile nei mesi estivi, mentre tra Valle Sacra e Valchiusella sono presenti diversi itinerari dedicati alla MTB, tra cui il Valchiusella Trail.

Storia e cultura

Il territorio del GAL Valli del Canavese conserva tracce di presenza umana fin dalla preistoria. Abitato da popolazioni celtiche, poi colonizzato dai Romani e dai Longobardi, nel Medioevo fu fortemente legato alla figura del Marchese Arduino d’Ivrea.

Un’altra fase significativa è quella ottocentesca, segnata dalla presenza dei Savoia e della nobiltà torinese, in particolare a Ceresole, che proprio per questo assunse l’appellativo di Reale. Dal XIX secolo nacquero nuove industrie e rifiorirono l’artigianato e l’agricoltura, che andarono a modificare fortemente il paesaggio della regione.

Il territorio conserva numerose testimonianze del proprio passato: castelli, torri, centri storici, caseforti e borghi raccontano ancora oggi l’importanza del Medioevo canavesano. Questa eredità rivive anche nelle rievocazioni storiche, come il Torneo di Maggio alla corte di Re Arduino a Cuorgnè, la rievocazione dell’assedio alla Rocca di Sparone e lo Storico Carnevale di Castellamonte.

Nel canavese sono presenti diversi siti UNESCO: Ivrea città industriale, Sacromonte di Belmonte e il turismo religioso, Castello di Agliè e i castelli del Canavese, e sito archeologico palafitticolo del Lago di Viverone.

Di grande valore sono anche i beni religiosi e artistici, tra cui il Battistero e la Pieve di San Lorenzo a Settimo Vittone, la Rotonda Antonelliana a Castellamonte, Santa Maria di Doblazio e i numerosi santuari del territorio.

Un ruolo importante è ricoperto infine dai Saperi del Fare: tradizioni artigianali, cultura materiale e competenze locali che rendono unico il territorio e che sono raccontate anche attraverso musei ed ecomusei.

Prodotti agroalimentari del territorio

I prodotti locali delle Valli del Canavese raccontano la varietà di un territorio che dalla montagna scende verso le colline, e la ricchezza di produzioni legate da sempre al lavoro della terra e degli alpeggi.

Nelle aree collinari dell’Alto Canavese e della Valle Sacra si coltivano frutta, piccoli frutti e antiche varietà di mele, da cui nascono confetture, succhi, sottoli e altre specialità. I boschi delle valli offrono invece castagne e funghi, risorse preziose che accompagnano da secoli la vita delle comunità di montagna.

Il Canavese è anche terra di vini. Le colline intorno al Sacro Monte di Belmonte sono segnate dalla presenza dei vigneti, mentre i ripidi terrazzamenti di Carema, sostenuti da muretti a secco e pilastri in pietra, danno vita al Carema DOC, un Nebbiolo di montagna dal carattere elegante. Simbolo enologico del territorio è l’Erbaluce di Caluso DOCG, vitigno a bacca bianca dalla spiccata freschezza che si esprime nelle versioni secco, spumante metodo classico e passito, quest’ultimo ottenuto da uve lasciate appassire per mesi. Completano la produzione i vini della denominazione Canavese DOC, tra rossi, bianchi e rosati.

Dagli alpeggi e dalle stalle di valle arrivano formaggi dal sapore autentico come tomini, tome d’alpeggio, bross, salignon, toma di Ceresole e civrin della Valchiusella, a cui si affiancano salumi tipici come il salame di patate, il lardo rustico e la mocetta.

A completare il quadro ci sono il miele locale, le farine di antichi mais e i dolci della tradizione, dagli amaretti morbidi alle paste di meliga, fino ai torcetti al burro, alle giuraje e alle praline del Gran Paradiso: sapori che raccontano il territorio e che continuano a essere valorizzati dai produttori locali.

Accessibilità

La Strada Provinciale 460 e la Tangenziale Nord rappresentano due veloci collegamenti fra l’area GAL e l’area metropolitana torinese. All’altezza del Comune di Rivarolo Canavese la S.P. 460 continua verso ovest per percorrere le Valli Orco e Soana, mentre la diramazione verso est prende il nome di S.P. 565 (Pedemontana) e giunge ad Ivrea, mettendo in comunicazione i territori più orientali con quelli più occidentali dell’area; da Ivrea la S.P. 26, parallela all’autostrada, sale in Valle d’Aosta, attraversando il territorio della Dora Baltea Canavesana. Le stesse arterie che si spingono verso Torino, in aggiunta a strade comunali che collegano l’area GAL “Valli del Canavese” alle Valli di Lanzo, fungono da collegamento con l’aeroporto internazionale di Caselle.

Natura

Le Valli del Canavese ospitano il versante piemontese del Parco Nazionale Gran Paradiso, la più antica area protetta d’Italia, estesa tra Piemonte e Valle d’Aosta. Il Parco è nato per tutelare lo stambecco alpino, ancora oggi suo animale simbolo, ma ospita anche marmotte, camosci e rapaci come aquile e gipeti.
Il paesaggio alterna boschi di fondovalle, pascoli alpini, rocce e ghiacciai, offrendo una grande varietà di ambienti naturali. Una rete di sentieri segnalati permette di vivere il territorio attraverso escursioni adatte a diversi livelli di esperienza.

La Riserva Naturale del Sacro Monte di Belmonte è un’area protetta caratterizzata da boschi, affioramenti di granito rosa e specie vegetali di particolare interesse. Tra queste si trovano alcune rarità legate agli ambienti umidi, come la felce reale e la drosera, piccola pianta carnivora. Dal 2003 il Sacro Monte di Belmonte è inserito nella lista dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO.

Outdoor

Le Valli del Canavese offrono numerosi sentieri e itinerari per chi ama camminare, con percorsi giornalieri o a tappe adatti a diversi livelli di allenamento.

Il territorio è attraversato da itinerari di rilievo come:

  • la Via Francigena, che collega Roma con l’Europa centrale;
  • l’itinerario GTA (Grande Traversata delle Alpi) nel tratto del centro Piemonte;
  • il Giroparco del Gran Paradiso che ripercorre le antiche Strade Reali di Caccia, costruite dai Savoia per collegare tra loro le cinque “reali casine di caccia” della Riserva;
  • l’Alta Via Canavesana, un percorso in 13 tappe che attraversa quattro valli (Gallenca, Tesso e Malone, Orco e Soana, Sacra).

A questi si aggiungono percorsi locali come l’Anello Bella Dormiente, l’Anello dei Cinque Laghi e l’itinerario Belice.

Anche gli appassionati di bicicletta trovano numerose possibilità, dai percorsi su strada alle tracce per mountain bike tra boschi e sentieri. Tra le mete più conosciute c’è il Colle del Nivolet, sopra Ceresole Reale, raggiungibile nei mesi estivi, mentre tra Valle Sacra e Valchiusella sono presenti diversi itinerari dedicati alla MTB, tra cui il Valchiusella Trail.

Storia e cultura

Il territorio del GAL Valli del Canavese conserva tracce di presenza umana fin dalla preistoria. Abitato da popolazioni celtiche, poi colonizzato dai Romani e dai Longobardi, nel Medioevo fu fortemente legato alla figura del Marchese Arduino d’Ivrea.

Un’altra fase significativa è quella ottocentesca, segnata dalla presenza dei Savoia e della nobiltà torinese, in particolare a Ceresole, che proprio per questo assunse l’appellativo di Reale. Dal XIX secolo nacquero nuove industrie e rifiorirono l’artigianato e l’agricoltura, che andarono a modificare fortemente il paesaggio della regione.

Il territorio conserva numerose testimonianze del proprio passato: castelli, torri, centri storici, caseforti e borghi raccontano ancora oggi l’importanza del Medioevo canavesano. Questa eredità rivive anche nelle rievocazioni storiche, come il Torneo di Maggio alla corte di Re Arduino a Cuorgnè, la rievocazione dell’assedio alla Rocca di Sparone e lo Storico Carnevale di Castellamonte.

Tra i principali beni culturali spicca il Castello Ducale di Aglié, parte del circuito delle Residenze Reali del Piemonte e Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Di grande valore sono anche i beni religiosi e artistici, tra cui il Battistero e la Pieve di San Lorenzo a Settimo Vittone, la Rotonda Antonelliana a Castellamonte, Santa Maria di Doblazio e i numerosi santuari del territorio, tra cui quello di Belmonte con il suo Sacro Monte UNESCO.

Un ruolo importante è ricoperto infine dai Saperi del Fare: tradizioni artigianali, cultura materiale e competenze locali che rendono unico il territorio e che sono raccontate anche attraverso musei ed ecomusei.

Gastronomia

Il paniere dei prodotti locali delle Valli del Canavese racconta la varietà del territorio e delle sue produzioni.

Nelle aree collinari dell’Alto Canavese e della Valle Sacra si coltivano frutta, piccoli frutti e mele, da cui nascono anche confetture, succhi, sottoli e altre specialità.
Le colline intorno al Sacro Monte di Belmonte sono segnate dalla presenza dei vigneti, mentre tra i luoghi più rappresentativi della produzione vinicola spiccano i pendii di Carema, dove nasce il Nebbiolo di Carema DOCG.

Tra i prodotti più caratteristici ci sono formaggi come tomini, tome d’alpeggio, bross, salignon, toma di Ceresole e civrin della Valchiusella. Tra i salumi si distinguono invece il salame di patate, il lardo rustico e la mocetta.
Completano il paniere il miele locale, le farine di antichi mais e i dolci della tradizione, come amaretti morbidi, paste di meliga, torcetti al burro, giuraje e praline del Gran Paradiso.

La cucina canavesana valorizza ingredienti semplici e ricette di tradizione, oggi reinterpretate da ristoranti, osterie e agriturismi del territorio. Tra i prodotti più presenti a tavola ci sono salumi e lardo, mentre la verza – uno degli ingredienti simbolo della cucina locale – si ritrova in piatti come i caponet e nella supa mitonà.
Tra le specialità più rappresentative ci sono anche la bagna caoda, la tofeja, le frasse e le miasse, dolci o salate: ricette e sapori che raccontano il territorio e che continuano a essere valorizzati dai produttori e dai ristoratori locali.

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